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#BoycottDolceGabbana - il quotidiano METRO sfotte la diatriba con Elton John

Tante reazioni, molti distinguo e qualche presa per il culo: non è un temporale, ma un vero e proprio uragano quello che si sta scatenando attorno ai due stilisti Dolce & Gabbana dopo l'intervista a Panorama


BoycottDolceGabbana

Leggete e condividete: il mondo normale si sta concentrando sulle reazioni delle opposte fazioni, più che sui temi sul piatto, come spesso avviene in questi casi... Vediamone una cronostoria!


Lo sfottò del quotidiano Metro
Il quotidiano gratuito Metro, uno dei principali in Italia per diffusione, usa un titolo al limite della derisione: Gay family, volano stracci!
I distinguo dell star

Fortunatamente per noi e sfortunatamente per D&G, la maggior parte dei VIP si sta schierando contro di loro, probabilmente tutti presi alla sprovvista da questa clamorosa virata: oltre a Elton John e Curtney Love, in Italia si sono mosse anche Eva Grimaldi, che in un video ha bruciato le mutande in diretta, e Francesca Pascale, compagna di Silvio Berlusconi, sa sempre attenta alle tematiche LGBTQ:

video

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BoycottDolceGabbana+pascale

La gaffe

Un giornale ci casca e su Facebook diventa virale, ma il profilo di Ornella Vanoni è quello fake:

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Il ritorno di Vladimir Luxuria
la nota transgender, dopo essersi occupata del Tom pronunciato da Carlo Conti a Sanremo per intervistare Conchita Wurst, sembra tornare a occuparsi di tematiche prettamente LGBTQ e, a proposito di D&G, dice: Un'offesa ai figli e un autogol

Il tentato dietrofront 

Stefano Gabbana smentisce in un primo momento tenta di gettare acqua sul fuoco e smentisce l'intervista a Panorama, dicendo di non aver mai detto di essere contro la famiglia allargata, poi passa al contrattacco e ieri sul Corriere Moda ha parlato di attacchi fascisti contro Dolce:

BoycottDolceGabbana

Conseguenze forti

Le dimissioni di Giuliano Federico dalla direzione di Swide, magazine di moda di D&G. Federico è anche agente pubblicitario e direttore creativo di gay.tv. Ecco le sue motivazioni su Facebook:

Cari amici di Facebook,
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vi scrivo per informarvi che oggi ho rassegnato le mie dimissioni da direttore responsabile di Swide.com, il magazine pubblicato da Dolce&Gabbana. E’ stata una decisione difficile, ma serena. In questi anni insieme alla redazione e ai tantissimi collaboratori di tutto il mondo, abbiamo raccontato in lingua inglese l’Italia e gli Italiani di ieri e di oggi, cercando di seguire il filo rosso della straordinaria capacità che Stefano e Domenico hanno di rendere pop l’immenso patrimonio culturale del nostro paese. Credo che gli stilisti debbano fare gli stilisti e parlare con i vestiti. E credo che sia doveroso riconoscere a Stefano e Domenico l’ambiziosa e visionaria volontà di rendere il proprio marchio e le proprie creazioni di moda portatori di valori. Tuttavia, le recenti opinioni legittimamente espressa da Gabbana e Dolce nell’intervista al settimanale Panorama in merito a cosa sia una famiglia e quali siano le modalità con cui le persone possano legittimamente formare famiglia, dunque due valori che toccano il dibattito pubblico italiano, e non solo, sono totalmente incompatibili con la mia coscienza di essere umano del mondo contemporaneo e incoerenti rispetto al mio impegno di cittadino che partecipa al dibattito politico.
Per questo mi sono dimesso dalla carica di direttore responsabile di Swide.com. E’ ora che le persone di pensiero, come io ritengo di essere, facciano piccoli gesti come questo.
Sono orgoglioso di essere italiano, delle nostre tradizioni e del nostro passato, ma credo che l’Italia possa guardare a un futuro più moderno e egualitario per i suoi cittadini e i suoi figli. Tutti i figli.
La notizia nel mondo

Attitude, che cita un articolo del Guardian, cita Dolce & Gabbana: ‘It wasn’t our intention to judge other people’s choices

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La provocazione stupida

Roberto Fiore, leader di Forza NuovaDue tessere di Forza Nuova ad honorem a Domenico Dolce e Stefano Gabbana per il coraggio nel difendere la famiglia tradizionale

BoycottDolceGabbana

I precedenti

Il precedente per eccellenza è proprio un'altra intervista: Guido Barilla a La Zanzara: «Mai spot con famiglie gay». Il mondo insorge e la pasta più famosa del mondo viene boicottata portando a una crisi delle vendite che costringe Barilla alle scuse.

BoycottDolceGabbana


Il termine scomodo 

"figli della chimica", ecco il termine che ha fatto infuriare molte donne ma anche le famiglie allargate, oggi molto numerose. Come nel caso di Guido Barilla, anche nel caso dei due stilisti legnanesi quella che parla è una profonda ignoranza sul tema, anche dal punto di vista scientifico oltre che sociale. Certo che da una ex coppia gay il distinguo fa davvero male!

dolce+gabbana+gay

gli sfottò dei gay

Lo soffò all'inverso, ossia quello del gay verso il mondo antigay, si scatena e le campagne di Dolce&Gabbana rielaborate diventano virali:

BoycottDolceGabbana


L'hashtag ufficiale: #BoycottDolceGabbana



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