Jimi Paradise intervista Davide Giliberti



Sono molto orgoglioso di pubblicare sul JHP l'intervista che Davide Giliberti ci ha concesso!


Orgoglioso ed emozionato: Davide è stato molto gentile ed è stato al gioco nelle risposte. Poi mi ha mandato una gallery... Mariiiaaa, meglio che non parlo... :P


D. Ciao Davide, grazie per aver accettato di fare quattro chiacchiere con noi! Molti ti conosco come attore ma sei anche un modello: tu come ti definiresti principalmente?
R. Ahahahahahaha... Bè, io preferireri la gente mi ricordasse anche come ingegnere gestionale perchè in fondo ho speso gran parte del mio tempo a sudare sui libri per conseguire la laurea anche se ho esercitato la professione per periodi limitati. Ad ogni modo credo che recitare sia la mia passione la recitazione è "un percorso di vita" che non finisce mai di arricchire le tua persona e quindi di renderla affascinante mentre lavorare come modello è qualcosa più inerente all'estetismo e quindi al'aspetto oggettivo della bellezza. 

D. Ormai se molto conosciuto all'estero. Trovi una qualche differenza nel lavorare in Italia e all'estero? Vieni trattato allo stesso modo?
R. Dunque all'estero c'è ancora un margine di meritocrazia molto alto, per cui se vali vai avanti, in Italia purtroppo questa realtà è andata persa nel tempo e si sta perdendo fiducia nelle proprie risorse e nei propri mezzi, per cui il più delle volte mi trovo a lavorare per produzioni italiane all'estero con uno staff gestito da stranieri. 


D. Da italiano ti senti sulle spalle la nostra situazione quando vieni giudicato dagli altri?
R. Purtroppo si, all'estero la gente pensa che l'Italia sia un paese di "imbroglioni" con un sistema basato sulla corruzione e che noi italiani al posto di correggere i nostri errori e le nostre cattive abitudini ne abbiamo creato dei falsi miti, mi riferisco ai ricchi diventati tali evadendo le tasse o alle persone diventate famose per aver saputo "raggirare i sistemi legislativi" per fortuna ovunque vado mantengo il mio orgoglio italiano molto alto e cammino sempre a testa alta, non a caso sul mio braccio destro porto un tatuaggio con il mio nome dipinto con i colori della bandiera italiana.

D. Veniamo alla moda. Con chi hai lavorato e con chi, invece, ti piacerebbe lavorare? Preferisci lavorare per i fotografi o gli stilisti?
R. Dunque il panorama della mia carriera risulta abbastanza ampio, perchè è da molto tempo che svolgo questo mestiere, per cui credo che tra redazionali, sfilate, campagne ed altri tipi di collaborazioni abbia lavorato un po' con tutte le principali case di moda. Sinceramente il vantaggio che hai quando è il fotografo a proporti allo stilista risulta maggiore, poichè il fotografo ti studia nei dettagli, sa che solo tu puoi interpretare in quel modo quel tipo di situazione e quindi la propone allo stilista il quale poi approva il progetto finale. In questo caso lo stilista fa da sponsor. Quando invece è lo stilista a scegliere il modello, il più delle volte risulta difficile avere a che fare con il fotografo perchè magari aveva in mente un'altra tipologia o perchè il mercato in quel momento per quel tipo di prodotto richiede dei canoni diversi, io sono sempre dell'avviso che il modello regala l'anima al prodotto e non viceversa. Ad ogni modo il più delle volte si crea un team dove fotografo e stilista collaborano e quindi alla fine la scelta risulta biunivoca. Io di solito lavoro molto per gli abiti classici o per l'intimo, però mi piacerebbe lavorare per Vivienne Westwood perchè adoro le sue collezioni, sempre ricche di colori e di fantasia e stravaganza. Mentre i miei più bei ricordi sono legati alle collezioni Armani che a mio avviso rappresentano ancora l'Italia per eccellenza.



D. Cosa ci puoi dire, invece, della tua carriera da attore? Programmi futuri, progetti in cantiere?
R. Dunque per il momento la carriera di modello mi sta andando ancora molto bene per cui maggiormente sono concentrato su quella. Per quanto riguarda la carriera da attore devo valutare bene, perchè in Italia sicuramente è più difficile lavorare, purtroppo ci sono poche produzioni e per la maggiore vengono presi sempre gli stessi attori, però l'italiano è la mia lingua madre e quindi magari soffermarmi per periodi più lunghi in italia non sarebbe una cattiva idea. Per quanto riguarda l'estero, sto valutando di trasferirmi a Los Angeles l'anno prossimo e concentrarmi sullo studio della dizione e la recitazione in inglese. Sembrerà una sciocchezza ma recitare in inglese è totalmente differente poichè cambia la mimica, l'espressività, l'enfasi e tante altre cose. Ogni paese predilige la propria lingua ed il proprio modo di recitare per cui se devo cambiare sicuramente mi concentrerò sugli Stati Uniti. Proprio qualche mese fa mi è stato proposto di trasferirmi in via definitiva in Indonesia per approfondire la lingua Bahasa (lingua indonesiana) e provare a recitare in lingua madre, ma sono proposte che ancora sto valutando.

D. Cosa ti manca nella tua vita privata? Ti piace la città in cui vivi, hai delle particolari passioni?
R. Mi mancano sicuramente delle relazioni stabili, sia per quanto riguarda la sfera affettiva che lavorativa. Viaggiando molto purtroppo sono sempre in contatto con persone di cultura e origine differente, ma il problema più grande rimane che questi rapporti sono limitati nel tempo quindi alla fine avverti la mancanza di un punti fermi, fiducia e lealtà.
Attualmente vivo a Seul, una città molto bella sia perchè è molto pulita sia perchè la gente è molto rispettosa, però a volte avverto un po' troppa freddezza nelle persone.
Le mie passioni al di là del lavoro che svolgo sono legate principalmente allo sport. Io sono un Thai Boxer, mi sto seriamente dedicando alla cultura che c'è dietro questo sport, una cultura basata sulla disciplina, sull'autostima, sull'orgoglio per le proprie origini e la concezione del dolore intesa come momento di crescita. Poi adoro suonare la chitarra, nel tempo libero spesso mi rilasso cantando e suonando le mie canzoni preferite. Da qualche mese sto studiando il mondo dell'elettronica musicale dedicandomi al lavoro di Dj. La cucina è un'altra mia passione quindi non vi nascondo che spesso adoro dedicare del tempo libero a sperimentare nuovi cibi e nuove pietanze.



D. Consigli ad un giovane che volesse "buttarsi" nella carneficina del mondo di oggi?
R. Sembrerà un luogo comune ma il modo migliore per "resistere" ed andare avanti è cercare di sforzarsi di essere sempre se stessi, vivere le situazioni con curiosità per vedere dove ci portano, pensare che il nostro percorso sia unico, perfetto e totalmente diverso da quello riservato alle persone che ci circondano. Solo in questo modo riusciamo a misurarci con il percorso reale che la vita ha messo in serbo per noi. Ingannare la realtà illudendosi di poter andare avanti solo perchè in quel momento abbiamo raggiunto un obiettivo che non ci apparteneva serve solo ad ingannare se stessi, prima o poi si fanno i conti con ciò che realmente meritiamo, quindi meglio essere chiari  dal principio.